Dilemma Ogm. A tavola con ricerca, mercato e società

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Ogm? Questi sconosciuti verrebbe da dire dopo aver letto il libro Dilemma Ogm. A tavola con ricerca, mercato e societá di Eleonora Maria Viganò ed Antonio Pascale. Spesso si conosce poco di ció che la scienza ci offre come opportunità e spesso la nostra percezione del grado di vantaggio o di rischio che si cela dietro una nuova tecnologia è influenzato dal tipo di comunicazione che viene impostata. Organismi Geneticamente Modificati, un argomento scottante e difficile da affrontare; sono tanti gli interessi economici e politici che esso nasconde ma la domanda è: non sarebbe il caso di discuterne una volta per tutte? Non sarebbe utile che la politica si svestisse dai sui tradizionali panni da Ponzio Pilato e faccia chiarezza sull’argomento? Il libro ci prova, sviscerando vantaggi e paure, rischi ed opportunità degli OGM sciogliendo anche il candido velo di naturale perfezione dietro il quale si nasconde l’agricoltura tradizionale e biologica. Ogm come dominio incontrastato della scienza senza scrupoli o nuova opportunità per superare i limiti di un’agricoltura tradizionale altamente inquinante? Da lettore la mia domanda è: ma se Ogm fosse stato l’acronimo di Organismi Giustamente Migliorati, avremmo avuto la stessa paura?
Di certo bisogna parlarne, il silenzio non basta a nascondere il problema/vantaggio ed è compito della politica dare indicazioni in merito, che siano chiare e soprattutto scientificamente motivate.
Il dilemma sugli Ogm viene affrontato da tutti i punti di vista: quello dell’agricoltore conservatore, quello del coltivatore intraprendente e propenso al rischio, quello di una politica immobile e schiva, quello di una societá influenzata in maniera totale dalla comunicazione, quello delle multinazionali e quello degli scienziati. Ma comunque lo si guardi il punto centrale è il volerne parlare; poche pagine chiare ed esaustive che rappresentano un punto di partenza sicuramente in rapido aggiornamento.
Bella la chiosa con la citazione cinematografica di Spiderman ‘“da un grande potere derivano grandi responsabilità”

Nota: esiste solo in formato digitale per tutte le piattaforme informatiche.

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Un pensiero riguardo “Dilemma Ogm. A tavola con ricerca, mercato e società

  1. “..Da lettore la mia domanda è: ma se Ogm fosse stato l’acronimo di Organismi Giustamente Migliorati, avremmo avuto la stessa paura?…”

    Non so di preciso di che paura si tratterebbe. In Italia utilizziamo ogm a fiumi come mangimi in allevamento; se anche tentiamo di fermarli, il fatto di importare molti animali giovani dall’estero per ingrassarli ci impedisce di contenere il fenomeno. Tralasciando le sofisticazioni. Gli ogm hanno vinto, in particolare le pochissime cultivar realmente impiegate nel mondo: essenzialmente tolleranti ad erbicidi o dotate di tossine contro gli insetti (specie le Bt). E’ questa la roba che usiamo, il resto son solo pubbliche relazioni.

    La notizia del decennio corrente però è un’altra: l’esplodere delle infestazioni resistenti al glifosato, ed in subordine alle tossine Bt. Una lezione di darwinismo primordiale.

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